La storia di Sachin Tendulkar, che in India è una leggenda vivente

Il 39enne indiano Sachin Tendulkar, considerato il più forte giocatore di cricket della storia nonché – soprattutto in India – una leggenda vivente, giocherà oggi la sua ultima partita: un incontro fra la nazionale dell’India e quella delle Indie Britanniche Occidentali. Tendulkar ha esordito nel 1989 e da almeno vent’anni è considerato il più forte battitore in circolazione: nel marzo del 2012 diventò il primo giocatore di cricket della storia a realizzare 100 centuries – un century è costituito da almeno 100 runs (ossia le corse tra le basi durante il volo della palla) in un singolo inning (una delle quattro parti in cui è divisa una partita di cricket, in cui le due squadre si alternano in attacco e in difesa). Nel 2010 Sachin Tendulkar era già entrato nella storia del cricket, diventando il primo giocatore ad aver realizzato 200 runs in una partita di un giorno. Non è chiaro cosa farà dopo il ritiro dall’attività agonistica.

Tendulkar è probabilmente lo sportivo più amato in India, dove nel corso degli anni ha spesso preso posizioni politiche e nel 2012 è stato nominato parlamentare per meriti sportivi. Annunciando il suo ritiro, aveva detto: «per tutta la vita ho avuto il sogno di giocare a cricket per l’India. Negli ultimi 24 anni ho praticamente vissuto dentro questo sogno». Oltre ad aver vinto diversi premi individuali, fu decisivo nella vittoria dell’India della coppa del mondo nel 2011. Sebbene sia necessaria una discreta forza fisica per occupare il ruolo di battitore – nel cricket, infatti, lo scopo del battitore è colpire la palla del lanciatore avversario e possibilmente mandarla fuori campo – Tendulkar è considerato un giocatore molto aggraziato: Sunil Gavaskar, un forte ex giocatore di cricket, ha detto di lui che «è raro immaginare un qualsiasi altro giocatore nella storia del cricket che combini una tale tecnica con la bruta aggressività con la quale gioca».

Tendulkar è nato nel 1973 da una famiglia indiana piuttosto ricca: suo padre era uno scrittore, la madre lavorava in una compagnia assicurativa. Cominciò a giocare a cricket a 11 anni e tre anni dopo, quando frequentava il liceo, fu segnalato come uno dei giovani giocatori indiani più promettenti: esordì a 15 anni, nel 1988, nella squadra di Mumbai durante una partita contro il Gujarat. Nel 1989 fu chiamato a giocare per la prima volta per la nazionale indiana: da allora ha disputato 662 partite a livello internazionale.

Ramachandra Guha, uno storico indiano, ha raccontato a BBC che Tendulkar «non è mai stato coinvolto in nessun caso controverso. È un buon marito e padre. Ha insegnato un sacco di cose ai giocatori più giovani della sua squadra. Non ha mai insultato un avversario né protestato per una decisione dell’arbitro. Ha sempre lasciato che per lui parlasse l’azione di gioco». Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto di «non conoscere molto il cricket» ma di guardarlo «per vedere Tendulkar giocare». Scherzando, ha aggiunto che lo fa «per capire perché quando è in battuta la produzione del mio paese scende del 5 per cento».