La partita

Set 13, 2020

Una partita di cricket deve essere disputata secondo le Leggi del cricket (in alcune forme meno prestigiose è possibile fare alcune leggere variazioni), tuttavia può essere disputata in diverse forme, che si differenziano tra loro fondamentalmente per la quantità (uno o due) e per la durata degli innings (su numero limitato di overs o fino all’eliminazione di tutta la squadra avversaria). A seconda della forma scelta una partita viene classificata nelle seguenti macro-categorie:

  • First Class cricket : La categoria che racchiude al suo interno le forme più prestigiose di cricket. In questa categoria rientrano le partite con durata prevista da tre a cinque giorni, in cui le squadre hanno a disposizione due innings di lancio e due di battuta ciascuno (a cadenza alternata) e sono composte da undici giocatori. In questa forma di gioco un innings non ha una durata predefinita e può essere completato solo tramite l’eliminazione di 10 giocatori della squadra in battuta (in teoria, in realtà un innings può concludersi anche per dichiarazione o per esaurimento del tempo di gioco). La forma più alta di FC Cricket è senza dubbio il Test cricket, giocato attualmente solo dalle 10 nazionali Full Members dell’International Cricket Council.
  • Limited Overs cricket : Questa categoria è caratterizzata dal fatto che un innings si conclude dopo un numero predefinito di overs, a meno che ovviamente l’intero lineup avversario non venga eliminato prima di tale limite. Le partite più importanti di questa categoria vengono riunite nella sottocategoria detta List A Cricket, tra cui la più prestigiosa è sicuramente la formula One Day International, caratterizzata dal fatto che ogni squadra ha un solo innings sulla distanza massima di 50 overs. La Coppa del Mondo di cricket si disputa con questo formato. Altro formato molto diffuso e apprezzato è il Twenty20, che però non rientra nella List A.

La partita viene disputata tra due squadre di undici elementi. Si gioca su un campo in erba dalla forma ovale o rettangolare (solitamente si utilizza tutto lo spazio disponibile), delimitato da una spessa corda colorata poggiata sul terreno denominata boundary. Al centro del prato vi è una corsia, nella quale l’erba è rasata molto corta, lunga ventidue metri e larga tre, chiamata pitch, che rappresenta l’area di lancio, ai cui due estremi sono posti tre paletti che formano il wicket. Ogni frazione di gioco (innings), vede impegnati undici giocatori nel lanciare la palla e difendere il campo (fielding) e due avversari alla battuta i quali, una volta eliminati, sono sostituiti da un compagno di squadra fino all’eliminazione del decimo battitore. Tra un innings e l’altro, le squadre invertono i propri ruoli.

Scopo del gioco è quello di mettere a segno più punti possibile e di non farsi eliminare quando si è in battuta. I punti vengono chiamati runs (corse) e si segnano correndo tra i due estremi del pitch: per segnare una corsa il battitore deve, dopo aver colpito la palla, correre al lato opposto dell’area di lancio (pitch), mentre contemporaneamente il suo compagno che non ha eseguito la battuta e si trova al lato opposto del pitch correrà verso la linea di battuta (batting crease). Entrambi i corridori (runner, nome che assume anche il battitore mentre esegue la corsa) devono toccare il terreno oltre la popping crease (la linea che demarca un estremo del pitch) con la mazza. Ogni volta che i battitori si scambiano di base viene assegnato un punto: e il colpo è stato particolarmente difficile da recuperare per la squadra avversaria, i due corridori possono provare anche a scambiarsi nuovamente, mettendo a segno tante corse per quante volte riescono a scambiarsi di posto. Non c’è un numero massimo di corse effettuabili in una singola battuta (anche se è raro assistere a più di tre, cosa che avviene normalmente solo in caso di errori). Va ricordato che nel caso i giocatori in campo riescano a rilanciare la palla al wicket prima che il battitore riesca a completare la corsa, questi sarà eliminato. Se la palla non viene recuperata dai fielders della squadra al lancio e raggiunge la boundary (che delimita il campo) vengono automaticamente assegnati 4 punti, nel caso in cui la superi senza aver toccato terra i punti diventano 6 (in ambedue i casi non valgono eventuali corse effettuate prima che la palla sia uscita dal campo, a meno che la palla non raggiunga il boundary su un rilancio sbagliato). Ogni corsa messa a segno da un battitore contribuisce al punteggio finale della squadra. Questo punteggio include, inoltre, un certo numero di punti aggiuntivi (extra-runs) che vengono accreditati senza che ci siano battute in caso di penalità o situazioni particolari di gioco.

Il lanciatore ed i fielder per contro devono cercare di far marcare meno runs possibili ed eliminare il prima possibile 10 battitori avversari per concludere l’innings. L’innings può concludersi anche per dichiarazione, per esaurimento del tempo di gioco e nelle partite Limited Overs anche per il raggiungimento del limite di over stabiliti.

Un battitore può essere eliminato nei seguenti modi:

  • per presa al volo della palla (in inglese caught);
  • se la palla colpisce il wicket mentre uno dei due battitori tenta una corsa e si trova al di fuori del crease (in inglese run out);
  • se il lancio colpisce il suo wicket (in inglese bowled);
  • quando la palla colpisce una parte del corpo del battitore invece della mazza impedendo così alla palla di colpire il wicket (in inglese leg before wicket o LBW);
  • se durante il lancio esce dalla sua linea di battuta mancando la palla e il wicket-keeper colpisce con quest’ultima il wicket (stumped);
  • se il battitore colpisce il wicket con una parte del suo corpo o del suo equipaggiamento durante il lancio (hit wicket);
  • se blocca una palla lanciata verso il wicket mentre si trova fuori dal crease (obstructing the field);
  • se gioca la palla con la mano;
  • se colpisce la palla con la mazza per due volte (tranne il caso in cui la seconda volta sia stata per evitare che la palla finisca sul wicket);
  • se il battitore si ritira;
  • se non si presenta in battuta entro un tempo stabilito.

Una volta terminato l’innings le due squadre si invertono, quindi la squadra che era in battuta va al lancio e quella al lancio va in battuta. La squadra che nell’ultimo innings va in battuta riceve un target ovvero un obbiettivo di runs da raggiungere (corrispondente alla differenza di runs tra le due squadre maggiorata di 1). Nel momento del raggiungimento del target la partita termina immediatamente.

Per vincere, è necessario, oltre a segnare più punti, anche l’eliminazione di tutti gli avversari per ogni innings disponibile (ad esclusione del cricket ad over limitati, nel quale è sufficiente aver segnato più punti al termine del proprio innings indipendentemente dal numero delle eliminazioni). Spesso si usa la frase eliminare tutti i battitori quando in realtà ne vengono eliminati 10 su 11, questo perché per marcare una run sono necessari due battitori, di conseguenza se una squadra rimane con un unico battitore non è in grado di marcare runs, altra conseguenza è che al termine di ogni innings ci sarà sempre almeno un battitore not out.

La fase al lancio è divisa in over, cioè serie di 6 lanci legali eseguiti da un giocatore da un estremo del pitch. Al termine, l’over successivo verrà lanciato dall’altro estremo. I giocatori responsabili del lancio vengono scelti dal capitano, con la limitazione che nessun giocatore possa lanciare due over consecutivi (inoltre, nel cricket ad over limitati, un giocatore non può lanciare più del 20% degli over disponibili).