Il cricket è uno sport di squadra praticato con mazza, palla e guantone (del wicket keeper-ricevitore) giocato fra due gruppi di undici giocatori ciascuno. È nato in Inghilterra, almeno nella sua forma moderna, ed è praticato, oltre che nel paese in cui è nato, principalmente nei paesi del Commonwealth: Bangladesh, India, Sri Lanka, Pakistan, Galles, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Zimbabwe e nei Caraibi anglofoni (Indie Occidentali Britanniche). La lunghezza delle partite può durare dalle ore a vari giorni. I numerosi intervalli e la terminologia complicata rendono difficilmente comprensibile questo sport agli spettatori poco esperti. Di tale sport esistono due varianti, a over illimitati e a over limitati. Nella prima, una squadra deve eliminare tutti i battitori avversari due volte per vincere la partita, la durata della quale è di 4 giorni (competizioni domestiche) o 5 (competizioni internazionali, dette Test). Nella seconda invece le due più in voga sono quella a 50 over (dette One Day International o ODI se giocate dalle nazionali), della durata di un giorno, e quella a venti over (Twenty20), della durata di circa 3/4 ore.

Le origini del cricket sono sconosciute anche se sembra accertato che giochi simili all’attuale cricket fossero praticati nell’Inghilterra del sud-est già a partire dal 1300, importati in quella regione da pastori fiamminghi. La prima citazione sul cricket in Inghilterra è datata 1597: durante un processo il medico legale John Derrick testimoniò che praticava il gioco del «creckett» quando era intento ai propri studi alla Royal Grammar School di Guildford, nel Surrey, verso il 1550. Durante il 1600 numerose fonti testimoniano la crescita della pratica di questo gioco nel sud est dell’Inghilterra e al termine del secolo già vengono registrate le prime partite con squadre organizzate. Nel 1700 il gioco si sviluppò fino a diventare lo sport nazionale inglese e come tale si diffuse in tutto l’impero coloniale britannico. Anche negli USA il cricket rappresentò lo sport dominante fino alla guerra di secessione. Nel 1900 il cricket fece parte dei Giochi olimpici.

Dopo la seconda guerra mondiale il cricket ha avuto una sorta di globalizzazione, con la concessione dell’indipendenza ai Dominions britannici e l’istituzione del Commonwealth. Attualmente figurano come Full Members dell’International Cricket Council dieci paesi: l’Asia è rappresentata da quattro paesi del subcontinente indiano (Bangladesh, India, Pakistan e Sri Lanka); l’Africa da due (Sudafrica e Zimbabwe); l’Oceania da altri due (Australia e Nuova Zelanda); l’Europa dall’Inghilterra ed infine l’America da uno solo (Indie Occidentali). Solo in queste 10 nazioni si gioca il Test cricket, cioè il gioco nella sua forma originale, caratterizzato da partite che possono durare anche cinque giorni. Tuttavia è negli ultimi vent’anni, a causa dell’interessamento di due magnati televisivi australiani, dapprima Kerry Packer proprietario di Nine Network, poi Rupert Murdoch padrone del colosso satellitare SKY, che il cricket ha trovato la sua dimensione internazionale: le esigenze televisive hanno contribuito all’affermazione del One Day International, gioco con le stesse regole del Test ma con un numero limitato di overs per squadra (attualmente il numero di overs è fissato a 50) e che, sorto ufficialmente negli anni sessanta, vide il suo primo incontro internazionale (ODI) disputarsi nel 1971 tra Australia e Inghilterra, mentre nel 1975 fu giocata la prima Coppa del mondo di cricket.

Nel 2003 la lega professionale inglese adottò una versione di gioco chiamata Twenty20, definita così poiché ogni squadra dispone di un solo innings e può battere al massimo 20 overs. Questo modo di giocare è attualmente il preferito dalle maggiori leghe del mondo, poiché la durata delle partite si riduce a circa 3 ore quindi le televisioni possono programmare le riprese in diretta. Dal 2007 si disputa un campionato mondiale di Twenty20.